Donne e tumore al seno: nasce il gruppo di auto-mutuo-aiuto ‘Farfalle’


Città di Castello, 07 marzo 2011 – A Città di Castello alcune donne operate di tumore al seno hanno costituito un gruppo di auto-mutuo-aiuto denominato “Farfalle” che, promosso dai dipartimenti di salute mentale e di oncologia della ASL1 nell’ambito del progetto di umanizzazione in oncologia, sarà presentato l’8 marzo alle ore 15,30 nella sala riunioni della direzione generale dell’ospedale di Città di Castello. La scelta della data della presentazione non è casuale e vuole sottolineare, proprio nella giornata nazionale dedicata alla donna, in una forma concreta piuttosto che celebrativa, l’attenzione rivolta all’universo femminile e ad una delle patologie a maggior impatto psicologico e relazionale.

Il cancro della mammella ha un impatto significativo sulla qualità di vita con conseguenze psicosociali che vanno dal disagio psicologico (ansia, depressione e rabbia) ai cambiamenti nello stile di vita (relativi a disturbi fisici, problematiche relazionali e diminuito livello di attività), paure e preoccupazioni riguardanti la mastectomia e l’immagine corporea, le recidive, la morte.

L’attività di auto-mutuo-aiuto del gruppo “Farfalle” si inserisce in un progetto più complesso  di umanizzazione in oncologia, avviato dalla ASL1 nella prospettiva di creare una rete ed una continuità nel percorso di cura delle donne (con etàmedia compresa tra i 30 e i 55 anni), che hanno affrontato un tumore al seno e che si trovano nella fase del post intervento e delle cure attive (chemio/radioterapia) o del follow-up. Tali donne necessitano di un intervento psicologico strutturato con approccio psicoeducazionale, orientato a favorire lo sviluppo delle abilità e delle risorse necessarie per far fronte alla malattia, facilitare l’adattamento, ridurre i disturbi emotivi e facilitare il miglioramento della qualità di vita.

Il progetto è strutturato in 2 cicli annuali composti da 12 incontri a partecipazione gratuita (di cui 6 informativi e 6 focalizzati sulle emozioni ovvero su consapevolezza, verbalizzazione e gestione degli stati emotivi sperimentati nella malattia), che prevedono, a seconda dei temi trattati, la presenza delle figure sanitarie coinvolte nell’intero percorso di diagnosi e cura: chirurgo, radiologo, radioterapista oncologo, oncologo medico, tecnici di radioterapia, infermiere, fisioterapista, psicologo, ginecologo.

“Si tratta di un’esperienza formativa e di condivisione che - spiega Massimo Angelini,  uno dei referenti del progetto di umanizzazione in oncologia e responsabile delle professioni sanitarie del dipartimento oncologico della ASL1 -  nel pieno rispetto della privacy, risulta fondamentale per la qualità della vita della maggior parte delle donne colpite dal cancro della mammella. Ma il progetto aziendale mira a promuovere anche negli operatori sanitari un senso di presa in carico globale della paziente e l’acquisizione di un lavoro interdisciplinare che favorisca uno scambio comunicativo tra i professionisti coinvolti”.

“Con questa logica improntata sulla interdisciplinarità e sula rete di continuità nel percorso di cura dei pazienti  – aggiunge il direttore generale della ASL 1 Andrea Casciari – la ASL1 in questi anni ha promosso ed incentivato significative conquiste sociali, tradotte in scelte strutturali ed organizzative oltre che in progetti mirati ad accrescere la qualità della vita e i livelli di cura e di prevenzione. Ringrazio a nome di tutta l’azienda il gruppo Le Farfalle che potrà offrire importanti occasioni di confronto e di condivisione a tutte le donne che hanno affrontato o stanno affrontando il tumore al seno, integrando e rafforzando il percorso di umanizzazione che abbiamo cercato di avviare a partire dalla struttura sanitaria”.